Oggi
mi sono destata alle prime luci dell'alba. Ero piena di energie e non
vedevo l'ora di indossare la veste che sua Eminenza mi ha donato. E'
strano come mi sia sentita bene con quegli abiti addosso , è come se
di colpo un abbraccio caldo cingesse il mio corpo. Ho riassettato la
cella prima di recarmi in chiesa per le preghiere mattutine. Alla
fine delle quali mi sono portata alle cucine dove ho dato una mano a
preparare la colazione. Durante quel pasto ho conversato con i
pellegrini e ho osservato il loro operato, imparando i loro nomi e
apprendendo le loro storie. Molti hanno nel cuore un dolore
terribile, figlio di cupe esperienze, ho cercato di confortarli ed
esortarli a non perdere la fede e a guardare con fiducia verso il
futuro. Dopo aver ancora pregato sono stata un po' nell'orto per
aiutare i confratelli a prendersi cura delle coltivazioni. Infine ho
pranzato e pregato ancora eccitata all'idea di quello che mi
attendeva al calare del sole quando con i monaci bianchi mi sono
recata al Villaggio. Una serata che rimarrà impressa nel mio cuore a
lungo. Ero emozionata e spaventata all'idea di parlare in pubblico
eppure nel momento in cui l'ho dovuto fare ho stretto forte il
rosario e chiesto a Yeshua di rendermi un suo degno strumento. Di
colpo mi sono sentita colmata di una luce calda e il mio fuoco non
bruciava più dolorosamente in me, ma brillava come una calda luce e
le parole fluivano dalle mie labbra ispirate da qualcosa di superiore
a me. Cosi per la prima volta ho sentito davvero la forza della fede
che riusciva a dare un senso alle fiamme che in me si agitano. Mi
sono sentita davvero libera e ho parlato colma di una speranza che
avevo dimenticato. Ringrazio Yeshua di questo meraviglioso dono e
sento davvero, per la prima volta ,di poter fare la differenza.
lunedì 25 maggio 2015
martedì 5 maggio 2015
32.
E' stata una giornata alquanto
interessante. Finalmente ho lasciato la mia cella seguita da i due
guardiani gentilmente concessomi dal Comandante. All'inizio ero
infastidita dalla loro presenza, ora ho deciso di guardare le cose in
modo diverso. Sono anche loro degli uomini che svolgono il loro
lavoro onestamente quindi cerco di creare loro il minor disagio
possibile. Sono di poche parole e ne io cerco di carpirgli
informazioni, so bene che stanno svolgendo un compito e non credo che
desiderino parlare con me. Fatto sta che mi sono recata alle cucine
del convento per offrire il mio aiuto nella preparazione dei pasti e
nel servire gli stessi alla mensa. I Confratelli si sono mostrati
molto cortesi con me e hanno accettato di buon grado il mio aiuto.
Abbiamo lavorato tanto e parlato poco se non delle cose pratiche che
servivano e di alcuni consigli che mi hanno voluto dare per il mio
futuro cammino religioso. E' stata una mattinata gradevole e il tempo
è trascorso in modo piacevole. Dopo pranzo mi hanno invitata a
pregare con loro nella chiesetta interna. E' stato bello unirci in
preghiera mi ha aiutato a riflettere sulla bellezza di avere persone
con cui condividere qualcosa di naturale come pregare. Nel primo
meriggio ho poi incontrato sua Eminenza. Lo avevo mal giudicato e di
questo mi dolgo di continuo. E' una persona sicuramente di forte
levatura morale e dalla volontà di ferro eppure in lui scorgo una
gentilezza latente che quasi stona con la sua figura austera. Mi ha
spiegato tante cose interessanti anche sul segreto che condividiamo e
sugli altri. Ho compreso cose che prima ignoravo e sotto la sua guida
mi sento per la prima volta al sicuro. E' strano ma riesce a
trasmettermi un senso di equilibrio che da sola non so trovare. Ho
fatto male a disegnare il suo aiuto e consiglio come quelli di Lady
York. Credo che dovrò scrivere a quella donna per scusarmi della mia
sconsiderata cocciutaggine e per ringraziarla comunque di aver teso
una mano in mia direzione anche quando rifiutavo di ascoltarla. Le
ferite stanno guarendo, anche se resteranno le cicatrici. Non fa
nulla, saranno un promemoria per il futuro. Mrs White sta facendo
tanto per aiutarmi a guarire è stata davvero gentile anche s emi ha
posto un po' troppe domande, ma credo sia la semplice e comune
curiosità femminile. Sono lieta di questa nuova vita, in qualche
modo mi sento al mio posto in queste mura e mi sembra di riuscire a
trovare un po' di pace.
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