lunedì 25 maggio 2015

33.La Forza della fede

Oggi mi sono destata alle prime luci dell'alba. Ero piena di energie e non vedevo l'ora di indossare la veste che sua Eminenza mi ha donato. E' strano come mi sia sentita bene con quegli abiti addosso , è come se di colpo un abbraccio caldo cingesse il mio corpo. Ho riassettato la cella prima di recarmi in chiesa per le preghiere mattutine. Alla fine delle quali mi sono portata alle cucine dove ho dato una mano a preparare la colazione. Durante quel pasto ho conversato con i pellegrini e ho osservato il loro operato, imparando i loro nomi e apprendendo le loro storie. Molti hanno nel cuore un dolore terribile, figlio di cupe esperienze, ho cercato di confortarli ed esortarli a non perdere la fede e a guardare con fiducia verso il futuro. Dopo aver ancora pregato sono stata un po' nell'orto per aiutare i confratelli a prendersi cura delle coltivazioni. Infine ho pranzato e pregato ancora eccitata all'idea di quello che mi attendeva al calare del sole quando con i monaci bianchi mi sono recata al Villaggio. Una serata che rimarrà impressa nel mio cuore a lungo. Ero emozionata e spaventata all'idea di parlare in pubblico eppure nel momento in cui l'ho dovuto fare ho stretto forte il rosario e chiesto a Yeshua di rendermi un suo degno strumento. Di colpo mi sono sentita colmata di una luce calda e il mio fuoco non bruciava più dolorosamente in me, ma brillava come una calda luce e le parole fluivano dalle mie labbra ispirate da qualcosa di superiore a me. Cosi per la prima volta ho sentito davvero la forza della fede che riusciva a dare un senso alle fiamme che in me si agitano. Mi sono sentita davvero libera e ho parlato colma di una speranza che avevo dimenticato. Ringrazio Yeshua di questo meraviglioso dono e sento davvero, per la prima volta ,di poter fare la differenza.

martedì 5 maggio 2015

32.

E' stata una giornata alquanto interessante. Finalmente ho lasciato la mia cella seguita da i due guardiani gentilmente concessomi dal Comandante. All'inizio ero infastidita dalla loro presenza, ora ho deciso di guardare le cose in modo diverso. Sono anche loro degli uomini che svolgono il loro lavoro onestamente quindi cerco di creare loro il minor disagio possibile. Sono di poche parole e ne io cerco di carpirgli informazioni, so bene che stanno svolgendo un compito e non credo che desiderino parlare con me. Fatto sta che mi sono recata alle cucine del convento per offrire il mio aiuto nella preparazione dei pasti e nel servire gli stessi alla mensa. I Confratelli si sono mostrati molto cortesi con me e hanno accettato di buon grado il mio aiuto. Abbiamo lavorato tanto e parlato poco se non delle cose pratiche che servivano e di alcuni consigli che mi hanno voluto dare per il mio futuro cammino religioso. E' stata una mattinata gradevole e il tempo è trascorso in modo piacevole. Dopo pranzo mi hanno invitata a pregare con loro nella chiesetta interna. E' stato bello unirci in preghiera mi ha aiutato a riflettere sulla bellezza di avere persone con cui condividere qualcosa di naturale come pregare. Nel primo meriggio ho poi incontrato sua Eminenza. Lo avevo mal giudicato e di questo mi dolgo di continuo. E' una persona sicuramente di forte levatura morale e dalla volontà di ferro eppure in lui scorgo una gentilezza latente che quasi stona con la sua figura austera. Mi ha spiegato tante cose interessanti anche sul segreto che condividiamo e sugli altri. Ho compreso cose che prima ignoravo e sotto la sua guida mi sento per la prima volta al sicuro. E' strano ma riesce a trasmettermi un senso di equilibrio che da sola non so trovare. Ho fatto male a disegnare il suo aiuto e consiglio come quelli di Lady York. Credo che dovrò scrivere a quella donna per scusarmi della mia sconsiderata cocciutaggine e per ringraziarla comunque di aver teso una mano in mia direzione anche quando rifiutavo di ascoltarla. Le ferite stanno guarendo, anche se resteranno le cicatrici. Non fa nulla, saranno un promemoria per il futuro. Mrs White sta facendo tanto per aiutarmi a guarire è stata davvero gentile anche s emi ha posto un po' troppe domande, ma credo sia la semplice e comune curiosità femminile. Sono lieta di questa nuova vita, in qualche modo mi sento al mio posto in queste mura e mi sembra di riuscire a trovare un po' di pace.